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In Emilia-Romagna le imprese di piccole e medie dimensioni sono la grande maggioranza: più del 90% delle aziende ha meno di 50 dipendenti.
Sono attive complessivamente oltre 420 mila imprese, con una dimensione media di 3 dipendenti.
La diffusione delle imprese in Emilia-Romagna è altissima, ai primi posti in Italia: c’è un’azienda manifatturiera ogni 69 abitanti.
Il PIL – prodotto interno lordo, che è la somma del valore dei prodotti e dei servizi prodotti – è pari a oltre 107 miliardi di euro e rappresenta circa l’8,6% del PIL nazionale.
La vocazione industriale dell’Emilia-Romagna è dimostrata dal peso che l’industria ha nella formazione del PIL – 28,4% rispetto al totale - ben superiore a quello italiano e dei principali Paesi.
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Fonte: www.investinemiliaromagna.it
Il settore industriale occupa in Emilia-Romagna oltre 677 mila lavoratori. Il composito settore "altre attività" - che comprende commercio, turismo, pubblici esercizi, trasporti, logistica, comunicazioni, credito e assicurazioni, servizi e tutto il settore pubblico - occupa oltre 1.160.000 lavoratori, mentre l’agricoltura occupa 81.000 lavoratori.
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Fonte: Il mercato del lavoro in Emilia-Romagna: il preconsuntivo 2006
L’Emilia-Romagna è la settima regione europea per numero di occupati nel settore manifatturiero.
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Fonte: Eurostat
Il tasso di occupazione – che è il rapporto tra gli occupati e i residenti di età compresa tra i 15 e i 64 anni – è tra i più alti in Italia: è il 69,5%.
Il tasso di occupazione maschile è del 77,3%, quello femminile è del 61,5%: un dato particolarmente positivo in quanto superiore all’obiettivo fissato dall’Unione Europea pari al 57%.
Il tasso di disoccupazione – che è il rapporto tra chi è in cerca di prima occupazione e le forze lavoro – è uno dei più bassi in Italia: è pari al 3,3%, circa la metà di quello nazionale, che è 6,7%.
E' assai diverso per maschi e femmine:
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Fonte: Il mercato del lavoro in Emilia-Romagna: il preconsuntivo 2006
L’Emilia-Romagna ha esportato nel 2006 prodotti per 41 miliardi e 500 milioni di euro. Si conferma terza regione esportatrice in Italia, preceduta da Lombardia e Veneto.
La quota di export emiliano-romagnolo sul totale nazionale si attesta al 12,6%.
Le esportazioni sono cresciute del 10,5% rispetto al 2005, mentre l’export nazionale è aumentato, nello stesso periodo, del 9,0%.
L’analisi delle aree di sbocco dell’export regionale evidenzia come per il 2006 alla crescita delle esportazioni regionali abbia contribuito maggiormente il mercato interno all’UE (che ha registrato nel complesso un +10,9%). Da segnalare, in particolare, l’export verso la Germania (primo partner commerciale della nostra regione), che ha continuato a crescere arrivando a registrare un aumento del 13,6% rispetto al 2005.
L’export verso i mercati extra-UE ha registrato un +10,1%. Particolarmente significativo è l’incremento dell’export registrato verso la Russia (+40,3%), il Brasile (+21,2%), l’India (21,9%), la Cina (17,3%). Unico mercato in contrazione è rappresentato dal Giappone con un –0,8%.
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Con riferimento ai settori di attività economica, per il 2006 si confermano andamenti positivi dell’export per tutti i settori del manifatturiero regionale. Da segnalare la performance del settore metallurgico, che registra un +27,2%, della carta (+28,4%), del legno (+16,9%). Buone performance si registrano per le macchine elettriche, per l’alimentare, per il tessile/abbigliamento.
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Fonte: Istat
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