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Lavorare nell’area “Sistemi Informativi” di un’azienda di macchine automatiche



Intervista a Marco Tagliavini, responsabile di progetti nell'area "Sistemi Informativi" di un’azienda costruttrice di macchine automatiche

Il tipo di lavoro

Sono inserito nell’area dei Sistemi Informativi che si occupa degli strumenti e dei processi per la gestione dei dati di progettazione: dalla loro creazione (CAD), ai calcoli di verifica e simulazione (CAE) fino alla produzione dei pezzi (CAM).
Il mio lavoro si svolge a contatto con i tecnici utilizzatori di tali applicazioni e va dalla definizione di processi e metodologie di lavoro alla formazione interna.

 

La progettazione di soluzioni e le opportunità di un’azienda più grande

Dopo aver conosciuto questo tipo di problematiche a livello generale durante gli studi universitari ho cercato ambiti lavorativi che mi consentissero il loro approfondimento.
Dopo un anno in un’azienda di dimensioni medie ho avuto la possibilità di trasferirmi in un’azienda più grande, dove l’organizzazione e le risorse dedicate mi hanno consentito esperienze più approfondite ed avanzate. In altri casi si può arrivare ad un lavoro simile al mio dopo esperienze in progettazione.

 

Continuo aggiornamento e disponibilità a un cambiamento continuo

Direi che la caratteristica fondamentale del mio lavoro è costituita dall’interesse per l’innovazione, la tecnologia ed il miglioramento. I titoli di studio devono servire a dare sensibilità sulla materia ma non credo che, vista la velocità dei cambiamenti in atto, possano dare conoscenze tecniche esaustive.
Come accennato, vista la velocità di cambiamento del settore (spesso eccessiva!) è indispensabile il continuo aggiornamento, la disponibilità al continuo cambiamento, ma anche la capacità di comprendere se e quando le innovazioni possono portare effettivi benefici alla propria realtà.

 

Il mondo dell’informatica è cambiato profondamente

Credo che tutto il mondo dell’informatica abbia subito un profondo cambiamento, guidato da un lato dall’abbattimento dei costi e dall’altro dall’innalzamento del livello culturale della popolazione. Dopo anni in cui l’informatica è stata spesso vista come una scatola nera incomprensibile, attualmente ogni progettista di media esperienza si sente anche un esperto informatico, anche se in realtà una cosa è far funzionare il proprio PC di casa ed un’altra è assicurare il servizio 24 ore al giorno a 1500 computer collegati tra loro in rete. Questo in uno scenario in cui la tecnologia cambia molto rapidamente e la crisi economica spinge da un lato i fornitori a proporre continuamente (anche prima del necessario) nuove soluzioni e dall’altro le aziende cercano di ridurre i costi in particolare in tutte le attività non considerate strategiche.

 

Interesse per l’innovazione, capacità di analisi e di sintesi e capacità di relazione

Le qualità e le competenze necessarie sono: credere nell’innovazione, capacità di analisi e di sintesi e capacità di relazione con gli altri, dai fornitori ai collaboratori (sia interni che esterni) e ai propri responsabili. La responsabilità è normalmente quella di conduzione di un progetto e del raggiungimento degli obiettivi nei termini fissati. Il lato che sento più negativo è quello di lavorare in un ambito di servizi e quindi lontano dal core business aziendale, in cui spesso pare non riconosciuto tutto lo sforzo fatto. 
Per quanto riguarda i suggerimenti, non mi sento di dare consigli particolari ad altri giovani, se non quello di cercare di avere presenti i propri obiettivi di carriera, che naturalmente possono cambiare nel corso degli anni, ed in funzione di quelli cercare costantemente di attrezzarsi per il loro raggiungimento.

 

La capacità di fare squadra diventa basilare

Le relazioni e di conseguenza la capacità di instaurarne in modo proficuo sono parte importante del lavoro e sono spesso la chiave più importante per raggiungere i propri obiettivi. La complessità è spesso tale che difficilmente una persona da sola è in grado, o è conveniente, che ricopra tutto il processo e in questo la capacità di fare squadra diventa basilare. Crescendo con le responsabilità quello che è richiesto è di diventare l’allenatore della propria squadra e questo è più difficile se sui propri collaboratori si ha solo responsabilità funzionale (e quindi legata ai progetti) e non gerarchica. Nel mio lavoro poi è molto importante la relazione con gli utilizzatori.

 

Obiettivo: avere una funzione più manageriale

La maggiore soddisfazione è data dal riuscire a pensare e realizzare procedure e strumenti informatici che risolvano effettivamente problemi, oppure ottimizzino flussi di informazioni. Per contro credo che per ogni tecnico la “frustrazione” stia nel non vedere riconosciuta l’importanza della propria opera e vedere viceversa più premiati (anche dal punto di vista economico), ruoli e/o risultati più generali.
Se dovessi ricominciare? In generale cercherei di evitare di occuparmi di settori od argomenti specialistici e lontani dal core business dell’azienda (es. l’informatico in un’azienda che si occupa di macchine automatiche). Forse tenterei una carriera tecnico-commerciale che in generale mi sembra quella che, al di là delle mode aziendali, offra maggiori possibilità di carriera. In effetti sto cercando di cambiare il mio lavoro per cercare di avere un ruolo più autonomo e con maggiore responsabilità diretta.
I sogni per il futuro? Beh, i sogni li lascio tendenzialmente alla vita privata e, per quanto riguarda il lavoro, preferisco parlare di obiettivi. I miei, come appena detto, riguardano essenzialmente la possibilità di avere una funzione più manageriale di quella attuale.