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Formarsi per “product manager” di una collezione moda per neonato



L'esperienza di un tirocinio in una grande azienda di abbigliamento

Il tipo di lavoro

Opero nell’ufficio prodotto dell’Armani Junior e seguo, dal punto di vista operativo, la nuova collezione del neonato. La mia attività consiste nel seguire la produzione dei capi della collezione progettata dalla stilista e affiancare la PM, nella ricerca dei tessuti e delle mercerie da abbinare. Scelti i tessuti e gli accessori, e contattati i fornitori, io mi occupo di portare avanti la prototipia e il campionario.
Attraverso schede elettroniche sul programma Model Form compilo le indicazioni per la realizzazione del modello, con codici precisi per ogni materia prima, per il fornitore che si occuperà di realizzare il prototipo. Per il mio lavoro devo saper usare due programmi aziendali: Model Form e As 400, per la gestione delle materie prime in magazzino.

 

La mia storia

Sono laureata in lettere e sono arrivata a svolgere questo lavoro in Simint dopo l’esperienza di stage, che ho potuto fare grazie al Master moda di Rimini. Questa è la mia prima esperienza aziendale. Non ho un vero e proprio rapporto di lavoro a livello contrattuale, per ora è un tirocinio. Credo però che questa esperienza con tutti i suoi pro e contro sia abbastanza diffusa. Del resto sono stata più fortunata di alcuni colleghi del master, che dopo lo stage sono tornati a casa.

 

La formazione: si impara molto sul campo!

Entrando in questa realtà mi sono resa conto che la formazione ricevuta è servita solo in parte. Per esser sinceri, molto lo si impara sul campo. Qui molti, anche in posizioni di comando, sono solo diplomati, ma con una grande esperienza nel settore. Sicuramente bisogna esser attenti a captare in giro tutte le informazioni possibili, e coltivare i rapporti con gli altri uffici, tecnici, modellistici, di produzione. E continuare ad aggiornarsi sulle tendenze sempre e comunque.

 

Tanti cambiamenti, specie nella produzione

In cinque mesi in questo ufficio sono cambiate tante cose. In primo luogo, senza dubbio, la produzione dei capi all’estero: molto di ciò che fino alla scorsa stagione si produceva all’interno dell’azienda è stato affidato ad aziende estere, che producono a costi minimi per noi.

 

Il mio lavoro richiede tanta precisione e attenzione

Nel mio lavoro occorre molta passione e pazienza, per far fronte alle difficoltà che insorgono continuamente quando si ha a che fare con creativi che cambiano le loro idee da un giorno all’altro e ti inducono a rimettere in discussione il tuo lavoro di giorni. Io poi ho una posizione intermedia, e per lo più operativa, per cui spesso devo svolgere mansioni manuali per niente gratificanti, come tagliare pezzetti di stoffa in molteplici quantità, per le cartelle colori. Altre volte però è tutto entusiasmante, come quando incontri i fornitori e fai ricerca, o quando arrivano i capi su cui hai lavorato e li vedi indossati dai piccolini. Il mio lavoro richiede inoltre tanta precisione e attenzione per tener fronte a ogni variazione e modificazione del modello, operata dalle modelliste o dal tecnico, o dalla produzione per esigenze diverse.
L’unica cosa che non mi piace e la manualità eccessiva che spesso atrofizza la creatività che credevo fosse più elevata a questo livello.

 

Con chi lavoro

Io collaboro con altre tre fashion coordinator, che si occupano di junior e baby da 2 a 17 anni, al di sopra di noi ci sono le due product manager, responsabili delle linee, Junior e Baby. Il nostro lavoro ci obbliga a un contatto quotidiano con l’ufficio acquisti materie prime, con l’ufficio stile, con le modelliste e con i tecnici di produzione, che ci consigliano sui tipi di finissaggio più adatti al capo e che poi controllano che le decisioni vengano attuate in modo uniforme e preciso da ogni laboratorio.

 

Soddisfazione... ma anche gavetta!

La mia più grande soddisfazione è la fiducia che hanno riposto in me le mie responsabili e il fatto che mi abbiano affidato una linea, che nascerà con me. C’è di bello che ho visto fiere di tessuti e ho avuto accesso agli uffici stile della Giorgio Armani, dove è tutto un fermento di creativi.
Il reddito non è per niente soddisfacente, al momento, non posso definirlo tale, è solo un rimborso spese che mi garantisce un minimo di indipendenza.
Non cambierei il mio percorso, spero solo di crescere fino a diventare tanto competente ed esperta da ricoprire la posizione per la quale mi sto formando: la product manager.
E’ questo il mio sogno e il mio obiettivo, ma so che dovrò fare tanta gavetta. Questo mondo è duro, richiede tanta professionalità e flessibilità.