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Dagli stage dell’IPSIA “A. Ferrari” di Maranello all’università



La testimonianza di Paolo Primus, studente di ingegneria meccanica a Modena

L’esperienza di stage e l’ambiente

Ho potuto effettuare due stage in Ferrari: sia nel reparto produzione auto stradali, che nel reparto corse F1 (GeS). In sostanza il lavoro consisteva nell’assemblare componenti meccaniche quali, ad esempio, motori e cambi. L’ambiente di lavoro mi è parso molto buono, molto organizzato ed efficiente.

 

La mia giornata di lavoro

La giornata lavorativa rispecchiava quella tradizionale degli altri lavoratori: otto ore fra mattina e pomeriggio con pausa pranzo. Ho potuto fare molte esperienze all’interno dell’azienda: poiché lo stage aveva una durata di due settimane, cambiavo reparto ogni due/quattro giorni, proprio per avere una panoramica il più possibile completa dell’azienda. Questo per quanto riguarda il reparto “auto stradali”, mentre in Gestione Sportiva ho lavorato sostanzialmente nello stesso reparto.
Vista la brevità dello stage e la particolarità dei lavori, ho potuto effettuare qualche lavoro in maniera autonoma, ma potendo sempre contare sull’appoggio e sulla supervisione dei vari operatori.

 

I compagni di lavoro

Nella maggior parte dei casi ho avuto a che fare con operatori specializzati quali meccanici e/o assemblatori, ma in alcune occasioni si discuteva con molte altre figure professionali come ingegneri capo reparto, magazzinieri, fornitori ecc.

 

Come sono arrivato a queste esperienze

Ho potuto effettuare tali stage grazie all’IPSIA “A. Ferrari” di Maranello e naturalmente anche grazie alla disponibilità dell’azienda. Prima di arrivare a Maranello, ho avuto esperienze simili tramite il CFP “L. Einaudi” di Bolzano, l’istituto che ho frequentato, lavorando in aziende e ditte di autoriparazioni.
C’è inoltre da dire che con entrambi gli istituti ho potuto effettuare degli stage all’estero: in Spagna, Austria, Germania e Olanda; tutte esperienze molto formative.

 

L’esperienza lavorativa durante il periodo scolastico è molto importante

L’esperienza lavorativa durante il periodo scolastico è molto importante, perché da un’idea allo studente e futuro lavoratore, di quello che potrà trovare una volta completata la sua formazione scolastica.
Logicamente la formazione scolastica, per valida che sia, non prepara in modo completo la persona, ma è importante che questa abbia almeno una conoscenza di base sia teorica che (almeno in questo campo) pratica, dopodiché ci si “forma” sul posto di lavoro. Detto ciò, ritengo che le mia formazione fosse sufficientemente adeguata rispetto alle mansioni che ho dovuto svolgere in queste esperienze lavorative.
Per quanto riguarda le lingue straniere è una conoscenza che mi è servita maggiormente nelle esperienze effettuate all’estero, ma è molto importante anche in aziende con personale, per così dire, multietnico (tipo multinazionali presenti sul territorio nazionale).

 

E’ necessaria una certa dose di passione

Per svolgere questo tipo di lavoro secondo me è necessaria una certa dose di passione, dipende poi dal tipo di ambizione che uno ha, nel senso che per ricoprire certi ruoli sono necessarie sia elevate competenze tecniche che doti umane (autorevolezza, capacità di lavorare in team, capacità di ascolto, atteggiamenti volti al miglioramento ecc).

 

“Assaggiare” il mondo del lavoro può dare nuovi stimoli In conclusione posso dire che sono tutte esperienze che hanno formato il mio bagaglio formativo. “Assaggiare” il mondo del lavoro può far capire se la strada intrapresa fino a quel punto è quella giusta, può dare degli stimoli in più, com’è successo a me che ho deciso di iscrivermi all’università.